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Normativa

Cyberbullismo: il decreto-legge 170/2026 aggiunge 4 milioni l'anno al fondo permanente per il 2026 e il 2027

Il fondo permanente contro il cyberbullismo cresce di 4 milioni per il 2026 e il 2027; il dossier ricostruisce come funziona e cosa prevedono la legge 70/2024 e il d.lgs. 99/2025.

A cura della Redazione di ScuolaScuola Pubblicato il Verificato sui documenti ufficiali il 17 ottobre 2026

Angolo di uno smartphone con lo schermo acceso che mostra l'ora
Immagine illustrativa: uno smartphone. Foto: Skitterphoto · origine · CC0

L’articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 incrementa di 4 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027 il Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, previsto dall’articolo 1, commi 671 e 672, della legge n. 234 del 2021. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026 ma deve essere convertito in legge.

Come funziona il fondo

Il dossier del Servizio Studi ricostruisce il quadro:

  • il fondo serve a realizzare azioni di prevenzione e contrasto, con una strategia di attenzione, tutela ed educazione verso gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado;
  • è presso il Ministero dell’istruzione, con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro per il 2022;
  • la legge di bilancio 2026 lo ha rifinanziato con 2 milioni di euro a decorrere dal 2026: i 4 milioni del decreto si aggiungono a questa dotazione;
  • secondo la relazione tecnica le risorse sono ripartite subito agli Uffici scolastici regionali, che individuano le scuole responsabili di specifiche azioni progettuali e trasferiscono loro i fondi entro la chiusura di cassa di fine anno, monitorando la spesa ed eventualmente recuperando le economie.

Da dove arrivano i 4 milioni

Gli oneri si coprono con una riduzione del fondo previsto dall’articolo 1, comma 233, della legge di bilancio 2026 (legge n. 199 del 2025). Il dossier spiega che è un fondo, istituito presso il Ministero dell’interno con 7 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027, destinato a sostenere nelle scuole secondarie di primo e secondo grado attività educative sul contrasto della violenza contro le donne, sulle pari opportunità, sul consenso, sul diritto all’integrità fisica e sul rispetto reciproco, anche con il coinvolgimento dei centri antiviolenza; le risorse sono ripartite tra i comuni, che erogano contributi alle scuole.

Le norme sul bullismo già in vigore

Il dossier ricorda anche le regole generali sul tema:

  • la legge 17 maggio 2024, n. 70 ha esteso la legge n. 71 del 2017 dal solo cyberbullismo anche al bullismo, ha aumentato le risorse per le campagne informative, ha previsto che le regioni possano promuovere servizi di sostegno psicologico per gli studenti nelle scuole e che ogni scuola adotti un codice interno per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Il dirigente scolastico deve informare i genitori dei minori vittime di episodi di bullismo o cyberbullismo e applicare le procedure previste dalle linee di orientamento ministeriali, promuovendo iniziative educative;
  • la stessa legge ha istituito la Giornata del rispetto, il 20 gennaio, dedicata ad approfondire il rispetto degli altri e il contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione;
  • ha modificato la disciplina delle misure coercitive non penali del tribunale per i minorenni, prevedendo un intervento preliminare di mediazione o un progetto educativo con finalità rieducativa o riparativa;
  • in attuazione della delega contenuta nella legge, il decreto legislativo n. 99 del 2025 ha disciplinato il potenziamento del servizio di assistenza alle vittime, una rilevazione statistica affidata all’ISTAT, la responsabilità dei genitori ai sensi dell’articolo 2048 del codice civile per i danni causati dai figli minori con atti illeciti compiuti in rete e le campagne informative sull’uso consapevole di internet.

Poiché si tratta di un decreto-legge, le cifre possono cambiare in sede di conversione.

Fonti ufficiali

Questo articolo è stato scritto da ScuolaScuola a partire dai seguenti documenti ufficiali:

Le norme cambiano: per decisioni importanti fai sempre riferimento al testo ufficiale e all’ufficio competente.

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