L’esame di maturità conclude la scuola secondaria di secondo grado. Dal testo vigente del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, ecco come è organizzato: prove, commissione e colloquio.
Che cosa comprende l’esame
L’esame comprende due prove a carattere nazionale e un colloquio. È validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove.
- Prima prova, scritta. Accerta la padronanza della lingua italiana (o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento) e le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali, in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, e può essere strutturata in più parti.
- Seconda prova. Può essere scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica. Ha per oggetto una o più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è pensata per accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo dello specifico indirizzo. Nei percorsi dell’istruzione professionale ha carattere pratico e accerta le competenze professionali acquisite; una parte è predisposta dalla commissione d’esame in coerenza con il Piano dell’offerta formativa della scuola.
- Colloquio. Accerta il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente. Si svolge sulle quattro discipline individuate ogni anno e verifica i contenuti e i metodi di ciascuna, la capacità di raccordare le conoscenze e di argomentare in modo critico e personale, e il grado di responsabilità e maturità raggiunto. La commissione tiene conto anche delle informazioni del curriculum dello studente e delle competenze maturate in educazione civica. Nel colloquio lo studente espone, con una breve relazione o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso.
Chi decide cosa
- Ogni anno, entro il mese di gennaio, un decreto del Ministro individua le discipline della seconda prova, l’eventuale disciplina di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio, le quattro discipline del colloquio e le modalità organizzative del colloquio.
- Il Ministro sceglie i testi della prima e della seconda prova tra le proposte di una commissione di esperti.
- Un decreto ministeriale definisce i quadri di riferimento per le prove e le griglie di valutazione, per uniformare i criteri delle commissioni.
- Entro il quindici maggio di ogni anno il consiglio di classe elabora un documento che esplicita contenuti, metodi, mezzi, spazi e tempi del percorso formativo, i criteri e gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti: la commissione ne tiene conto.
La commissione
Nelle scuole sede d’esame sono costituite commissioni, una ogni due classi, presiedute da un presidente esterno alla scuola e composte da due membri esterni e, per ciascuna delle due classi, da due membri interni. È assicurata in ogni caso la presenza dei commissari delle materie di prima e seconda prova. Presidente e commissari sono nominati dall’Ufficio scolastico regionale. A ogni classe sono assegnati non più di 35 candidati.
Le commissioni possono correggere le prove scritte operando per aree disciplinari; le decisioni finali sono prese dall’intera commissione a maggioranza assoluta.
Il punteggio
La commissione dispone di un massimo di 20 punti per ciascuna delle due prove scritte e di 20 punti per il colloquio; il credito scolastico vale fino a 40 punti. Il minimo per superare l’esame è 60 centesimi. Il calcolo completo, con integrazione e lode, si può simulare nello strumento sul voto della maturità.
Se si è assenti
Per i candidati assenti a una o più prove per gravi motivi documentati, valutati dalla commissione, sono previste una sessione suppletiva e una sessione straordinaria d’esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento.