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Normativa

Tutor e orientamento: +30 milioni nel 2026 e +40 nel 2027, e il credito d'imposta montagna slitta al 2028

L'articolo 2 del decreto-legge 170/2026 rifinanzia il fondo per tutor e orientamento e rinvia al 2028 l'agevolazione per il personale scolastico nei comuni montani.

A cura della Redazione di ScuolaScuola Pubblicato il Verificato sui documenti ufficiali il 17 ottobre 2026

Facciata di un edificio scolastico moderno con ampie vetrate
Immagine illustrativa: un edificio scolastico. Foto: Mikepascoe · origine · CC0

L’articolo 2 del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 fa due cose collegate tra loro: aumenta il fondo che finanzia le attività di orientamento, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica e, per trovare parte delle risorse, sposta in avanti un’agevolazione fiscale pensata per il personale scolastico che lavora nei comuni montani. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026 ma va convertito in legge e il testo può cambiare.

Più soldi per tutor, orientamento e inclusione

Il comma 1 incrementa di 30 milioni di euro per il 2026 e di 40 milioni di euro per il 2027 il fondo istituito dall’articolo 1, comma 561, della legge n. 197 del 2022 (legge di bilancio 2023). Lo scopo dichiarato è assicurare anche nell’anno scolastico 2026/2027 le attività di orientamento, di inclusione e di contrasto della dispersione scolastica, comprese quelle per definire percorsi personalizzati per gli studenti, valorizzando i docenti impegnati come tutor, nell’orientamento, nel coordinamento e nel sostegno della ricerca educativo-didattica e valutativa.

Il dossier del Servizio Studi ricostruisce la storia del fondo:

  • è nato con la legge di bilancio 2023 con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per il 2023, per valorizzare il personale scolastico impegnato in orientamento, inclusione e contrasto della dispersione, comprese le attività del PNRR;
  • la legge di bilancio 2024 lo ha incrementato di 42 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025;
  • il decreto-legge n. 202 del 2024 ha prorogato al 2025/2026 la valorizzazione del personale impegnato in queste funzioni, con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026;
  • i criteri di utilizzo sono stabiliti con decreto del Ministro, sentite le organizzazioni sindacali: lo ha fatto per il 2023 il decreto ministeriale n. 63 del 5 aprile 2023, per il 2024/2025 il n. 231 del 15 novembre 2024 (per i docenti tutor e orientatori delle classi terze, quarte e quinte del secondo ciclo) e per il 2025/2026 il n. 15 del 30 gennaio 2026.

Il testo del decreto-legge non contiene i criteri di riparto delle nuove risorse.

Dove si trovano i soldi

La copertura è composta da quattro voci:

  • 20 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027 vengono dalle risorse liberate dal comma 2 dello stesso articolo (vedi sotto);
  • 10 milioni per il 2026 da una riduzione del fondo speciale di parte corrente del Ministero dell’economia (accantonamento del Ministero dell’istruzione);
  • 20 milioni per il 2027 da una riduzione del fondo per l’incentivo alla formazione, istituito dall’articolo 16-ter, comma 5, del decreto legislativo n. 59 del 2017. Il dossier ricorda che quel fondo ha una dotazione di 40 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 160 nel 2028, 236 nel 2029, 311 nel 2030 e 387 milioni dal 2031, e serve per l’elemento retributivo una tantum e l’assegno annuale di 5.650 euro previsti per i docenti che superano i percorsi formativi.

Il credito d’imposta per la montagna slitta al 2028

Il comma 2 modifica l’articolo 7 della legge n. 131 del 2025 (disposizioni per le zone montane). Quella norma destina 20 milioni di euro annui a un credito d’imposta per chi presta servizio in scuole dei comuni montani (o in un comune limitrofo) e prende in locazione un’abitazione per ragioni di servizio: spetta nella misura minore tra il 60 per cento del canone annuo e 2.500 euro. Lo stesso credito, con le stesse percentuali sul finanziamento, è previsto per chi acquista un immobile con mutuo. Per i comuni montani in cui è presente una minoranza linguistica storica la misura è il minore tra il 75 per cento e 3.500 euro.

Il decreto sostituisce le parole «a decorrere dall’anno 2025» con «per l’anno 2025 e a decorrere dall’anno 2028»: il dossier spiega che per il 2026 e il 2027 la destinazione di 20 milioni al credito d’imposta viene soppressa e l’agevolazione fiscale decorre dall’esercizio 2028. La ragione indicata è che il decreto ministeriale con i criteri e le modalità di concessione, previsto dalla legge n. 131, non è stato ancora emanato: con il DPCM 11 maggio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 155 del 7 luglio 2026) sono stati individuati i comuni montani, mentre l’individuazione di quelli beneficiari delle agevolazioni è ancora in corso. Per questo il Governo ha usato le risorse 2026 e 2027 per finanziare la norma sul fondo tutor e orientamento.

Poiché si tratta di un decreto-legge, le cifre e le date possono cambiare in sede di conversione.

Fonti ufficiali

Questo articolo è stato scritto da ScuolaScuola a partire dai seguenti documenti ufficiali:

Le norme cambiano: per decisioni importanti fai sempre riferimento al testo ufficiale e all’ufficio competente.

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