È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 9 settembre 2026 il decreto del Presidente della Repubblica del 7 agosto 2026 che autorizza il Ministero dell’istruzione e del merito ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2026/2027, sui posti effettivamente vacanti e disponibili e attingendo da graduatorie valide.
I numeri autorizzati
| Personale | Assunzioni autorizzate |
|---|---|
| Dirigenti scolastici | 365 |
| Personale docente | 46.642 |
| Personale educativo | 79 |
| Insegnanti di religione cattolica | 2.628 |
| Personale ATA | 12.284 |
Come si arriva a questi numeri
- Dirigenti scolastici. Le 365 unità comprendono 19 dirigenti per trattenimento in servizio ai sensi dell’articolo 1, comma 257, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
- Docenti. Il Ministero aveva chiesto 46.642 assunzioni, di cui 35.832 su posti comuni e 10.810 su posti di sostegno. I posti di docente vacanti e disponibili erano 47.115 (36.304 comuni e 10.811 di sostegno); il numero è stato ridotto a 46.642 detraendo un esubero di 473 unità e gli accantonamenti a vario titolo. Le cessazioni dal servizio con decorrenza dal 2026/2027 sono 23.289.
- Personale educativo. 79 assunzioni a fronte di un pari numero di cessazioni dal 1° settembre 2026; i posti vacanti e disponibili complessivi sono 623.
- Religione cattolica. 2.628 posti, di cui 991 per infanzia e primaria e 1.637 per la secondaria di primo e secondo grado.
- ATA. Il Ministero aveva chiesto 12.291 unità; il Ministero dell’economia e delle finanze ha dato l’assenso nel limite di 12.284. Tra le cessazioni considerate, 11.164 hanno decorrenza dal 1° settembre 2026 e 1.131, rilevate in ritardo, dal 1° settembre 2025.
Altre indicazioni del decreto
Il decreto è stato adottato su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministro dell’economia e delle finanze, dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2026, ed è stato registrato alla Corte dei conti il 24 agosto 2026. Il Ministero deve trasmettere, entro il 31 dicembre 2026, al Dipartimento della funzione pubblica e alla Ragioneria generale dello Stato i dati sul personale assunto.
Il decreto autorizza le assunzioni: quante ne verranno effettivamente fatte dipende dai posti disponibili e dalle graduatorie utilizzabili.