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Stipendi e previdenza

Bonus mamme 2026: 60 euro al mese fino a 720 euro, domanda all'INPS entro il 31 dicembre

Con la circolare 106 e il messaggio 3343 l'INPS apre le domande del Nuovo bonus mamme 2026: requisiti, esclusioni, reddito fino a 40.000 euro, pagamento a dicembre.

A cura della Redazione di ScuolaScuola Pubblicato il Verificato sui documenti ufficiali il 20 ottobre 2026

Piedini di un neonato
Immagine illustrativa Foto: sergio santos · origine · CC BY 2.0

L’INPS ha aperto il servizio per presentare la domanda del Nuovo bonus mamme per il 2026. Le regole sono nella circolare n. 106 del 16 ottobre 2026; il messaggio n. 3343 del 20 ottobre 2026 comunica l’apertura del servizio e le istruzioni per la domanda. La misura è prevista dall’articolo 1, comma 207, della legge di bilancio 2026 (legge n. 199 del 2025) ed è un’integrazione al reddito per le lavoratrici madri con due o più figli.

Quanto spetta

Il beneficio è di 60 euro al mese, per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività autonoma nel 2026, fino a un massimo di dodici mensilità e 720 euro. Rispetto al 2025 l’importo mensile passa da 40 a 60 euro. Le somme non sono imponibili ai fini fiscali e contributivi e non rilevano per l’ISEE. La spesa è a carico dello Stato nel limite di 630 milioni di euro per il 2026.

Chi può chiederlo

Servono insieme questi requisiti:

  • Figli: essere madre di due figli, di cui il più piccolo con meno di dieci anni, oppure di tre o più figli, di cui il più piccolo con meno di diciotto anni. Contano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito deve esserci al 1° gennaio 2026 o maturare entro il 31 dicembre 2026; se matura dopo, il bonus spetta dal mese in cui si perfeziona. In caso di nascita nel corso del 2026 il requisito vale dal mese di nascita.
  • Lavoro: essere dipendente, pubblica o privata (escluso il lavoro domestico), oppure lavoratrice autonoma iscritta alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione separata. Rientrano anche i rapporti intermittenti e in somministrazione. Il bonus spetta solo per i mesi, o frazioni di mese, di vigenza del rapporto, con esclusione dei periodi di sospensione.
  • Reddito: la somma dei redditi da lavoro, dipendente o autonomo, rilevanti per le imposte 2026 deve essere pari o inferiore a 40.000 euro annui. Si contano anche i redditi esenti o con tassazione sostitutiva o agevolata, e quelli equiparati alla retribuzione percepiti durante il rapporto (per esempio le indennità di maternità o di malattia). Non contano NASpI, DIS-COLL e pensioni. Per le dipendenti il reddito è al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro.

Tre o più figli e contratto a tempo indeterminato

Per le madri con tre o più figli il bonus non spetta nei mesi in cui c’è, anche in parte, un rapporto a tempo indeterminato (compreso l’apprendistato). Quelle lavoratrici possono però accedere, fino al 31 dicembre 2026, all’esonero del 100 per cento dei contributi IVS a loro carico (articolo 1, comma 180, della legge 213/2023). Se un contratto a termine diventa a tempo indeterminato, il bonus cessa dal mese della trasformazione. Con due figli il bonus spetta anche a chi ha un contratto a tempo indeterminato.

Per chi lavora nella scuola questo significa che le supplenti con contratto a tempo determinato possono avere il bonus, per i mesi di contratto, anche con tre figli; le docenti e le ATA con contratto a tempo indeterminato lo hanno con due figli, mentre con tre figli o più hanno l’esonero contributivo e non il bonus. La verifica sul caso concreto spetta all’INPS.

Come si presenta la domanda e quando si incassa

  • Dove: sul sito dell’INPS, percorso «Sostegni, Sussidi e Indennità» > «Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità» > «Per genitori» > «Vedi tutti i servizi» > «Nuovo Bonus mamme 2026», con SPID di livello almeno 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS. Si può presentare anche tramite il Contact Center Multicanale (numero verde 803.164, o 06 164.164 da mobile) o i patronati.
  • Entro quando: entro il 31 dicembre 2026; se il requisito matura a dicembre 2026, entro il 31 gennaio 2027.
  • Cosa si dichiara: i dati dei figli (anagrafici e codice fiscale, oppure documentazione se manca), il tipo di lavoro, il reddito entro 40.000 euro e l’IBAN. Le dichiarazioni sono soggette ai controlli del DPR 445/2000: in caso di dichiarazioni false sono previste sanzioni e il recupero del bonus.
  • Pagamento: le mensilità del 2026 sono pagate in un’unica soluzione a dicembre 2026, insieme alla mensilità di dicembre, se l’istruttoria è conclusa in tempo; altrimenti le somme arrivano da gennaio 2027.
  • Esito e riesame: l’INPS accoglie, accoglie in parte o respinge la domanda; in caso di rigetto o accoglimento parziale si può chiedere il riesame, solo online, per le mensilità non riconosciute.

Per le regole di dettaglio e per i casi particolari fanno fede la circolare e il messaggio INPS.

Fonti ufficiali

Questo articolo è stato scritto da ScuolaScuola a partire dai seguenti documenti ufficiali:

Le norme cambiano: per decisioni importanti fai sempre riferimento al testo ufficiale e all’ufficio competente.

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