Il decreto n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal Ministro dell’istruzione e del merito di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, stabilisce criteri, modalità e importo della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per l’anno scolastico 2025/2026. L’articolo 2, comma 3, fissa il valore nominale della Carta in 383,00 euro. Il documento è pubblicato sul sito della piattaforma Carta del Docente.
Chi ha diritto alla Carta
Il decreto la riconosce, nelle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado e sia a tempo pieno sia a tempo parziale:
- al docente di ruolo;
- al docente con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile;
- al docente con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche;
- al personale educativo.
Spetta anche ai docenti in periodo di formazione e prova, ai docenti dichiarati inidonei per motivi di salute, a quelli in comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, e ai docenti delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari. Le modalità di assegnazione restano quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 novembre 2016.
L’estensione ai supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche viene dalla legge di bilancio 2025 (legge n. 207 del 2024, articolo 1, comma 572), che ha anche stabilito che il valore della Carta può arrivare a un massimo di 500 euro e che l’importo è definito ogni anno con decreto.
Cosa si può acquistare
L’articolo 3 elenca i beni e i servizi acquistabili:
- libri e testi, anche in formato digitale;
- pubblicazioni e riviste utili all’aggiornamento professionale;
- iscrizione a corsi di aggiornamento e qualificazione svolti da enti accreditati dal Ministero, a corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, e a corsi post lauream o master universitari inerenti al profilo professionale;
- titoli di accesso a rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
- prodotti dell’editoria audiovisiva;
- titoli per musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
- strumenti musicali;
- servizi di trasporto di persone;
- iniziative coerenti con il piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e con il Piano nazionale di formazione.
Hardware e software
Dall’anno scolastico 2025/2026 la Carta può essere usata per hardware e software solo in occasione della prima erogazione e poi con cadenza quadriennale. Chi aveva già percepito la Carta in anni precedenti al 2025/2026 può usarla per hardware e software nel 2025/2026 e successivamente ogni quattro anni. La regola vale anche per chi riceve la Carta in esecuzione di una sentenza.
Cosa succede alle somme non spese
Le somme non spese entro la conclusione dell’anno scolastico 2025/2026 possono essere usate anche nel 2026/2027, ferme restando le regole su hardware e software. Le somme erogate sulla Carta non sono più utilizzabili dal beneficiario dal momento in cui cessa dal servizio. Per le somme assegnate in esecuzione di sentenze il decreto prevede invece che restino utilizzabili nel 2026/2027 anche in caso di cessazione.
Il docente sospeso per motivi disciplinari nel 2025/2026 non può usare la Carta, nemmeno per le somme non spese negli anni precedenti, e l’importo non gli viene assegnato. Se la sospensione arriva dopo l’assegnazione, la somma viene recuperata.
E per il 2026/2027?
Il decreto riguarda solo il 2025/2026. Per gli anni successivi le norme richiamate nel testo prevedono un decreto da adottare entro il 30 gennaio di ogni anno, che definisce criteri e importo sulla base del numero dei docenti e del personale educativo e delle risorse disponibili. Per sapere se e come usare i residui sulla piattaforma conviene controllare gli avvisi della piattaforma Carta del Docente.
Per gli esercenti e gli enti presso cui si spende la Carta, il decreto ricorda l’obbligo di trasmettere la fattura a CONSAP entro novanta giorni dalla validazione dei buoni, a pena di decadenza dal rimborso.