L’articolo 7, comma 1, del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 incrementa di 14 milioni di euro nel 2026, al lordo degli oneri a carico dello Stato, il fondo da cui si pagano la retribuzione di posizione di parte variabile e la retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026 ma deve essere convertito in legge: il testo può cambiare.
A cosa serve l’aumento
Lo scopo indicato dal testo è perseguire la progressiva armonizzazione della retribuzione dei dirigenti scolastici con quella della restante dirigenza pubblica di livello non generale. L’incremento riguarda l’anno scolastico 2025/2026, anche se la spesa è imputata all’esercizio finanziario 2026. Il fondo è il Fondo unico nazionale per il finanziamento delle retribuzioni di posizione e di risultato, previsto dall’articolo 4 del contratto collettivo dell’Area V della dirigenza del 15 luglio 2010 (biennio economico 2008-2009).
Come si compongono i 14 milioni
Il dossier del Servizio Studi ricostruisce la cifra con la relazione tecnica:
- 9 milioni di euro garantiscono ai dirigenti una retribuzione complessiva almeno equivalente a quella definita per l’anno scolastico 2024/2025. Il dossier ricorda che un precedente incremento dello stesso fondo, di 6 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2025 e 2026, era già stato disposto dal decreto-legge n. 45 del 2025, sempre per l’anno scolastico 2025/2026;
- 5 milioni di euro, riconosciuti per il solo 2026, servono a valorizzare l’impegno e la responsabilità dei dirigenti nelle attività particolarmente complesse legate all’imminente conclusione del PNRR, comprese le operazioni di rendicontazione dei progetti. Secondo la relazione tecnica queste risorse tengono conto anche dell’entrata in vigore del nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici.
La relazione tecnica ricorda che le scuole hanno gestito complessivamente oltre 65.000 progetti PNRR, per un importo totale di circa 5,5 miliardi di euro.
Chi finanzia l’aumento
Per il 2026 gli oneri sono coperti così:
- 5,8 milioni di euro con una riduzione dell’autorizzazione di spesa del Fondo «La Buona Scuola» per il miglioramento e la valorizzazione dell’istruzione scolastica (legge 107/2015, articolo 1, comma 202);
- 7 milioni di euro con le risorse destinate al pagamento dei canoni di locazione da corrispondere all’INAIL per la realizzazione delle scuole innovative (legge 107/2015, articolo 1, comma 158);
- 1,2 milioni di euro con le risorse dell’articolo 1, comma 717, della legge 208 del 2015, anch’esse legate agli investimenti immobiliari dell’INAIL per le scuole innovative.
Il decreto non indica come le somme verranno ripartite tra i singoli dirigenti: la retribuzione di posizione e di risultato si determina in sede di contrattazione.
Poiché si tratta di un decreto-legge, le cifre possono cambiare in sede di conversione: aggiorneremo l’articolo se succede.