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Studenti e famiglie

Educazione civica a scuola: 33 ore l'anno, coordinatore di classe e voto in decimi, cosa dice la legge 92/2019

Guida alla legge 92/2019: quando si insegna, chi la insegna, quante ore, come si valuta e quali temi comprende, dalla Costituzione alla cittadinanza digitale.

A cura della Redazione di ScuolaScuola Pubblicato il Verificato sui documenti ufficiali il 17 ottobre 2026

Pagine a stampa della Costituzione della Repubblica Italiana esposte sotto una teca di vetro
Immagine illustrativa: una copia a stampa della Costituzione italiana, esposta in una teca. Foto: Egiglia · origine · CC BY-SA 3.0

L’educazione civica è un insegnamento trasversale istituito dalla legge 20 agosto 2019, n. 92, che si applica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione. Qui riassumiamo cosa stabilisce il testo vigente della legge, che negli anni è stato modificato in alcuni punti.

Cos’è e quando si fa

La legge prevede che, dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo alla sua entrata in vigore (5 settembre 2019), nel primo e nel secondo ciclo di istruzione sia istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, che sviluppa la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Dalla scuola dell’infanzia sono avviate iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile.

Gli obiettivi dichiarati sono formare cittadini responsabili e attivi e far conoscere la Costituzione italiana e le istituzioni dell’Unione europea, per promuovere la legalità, la cittadinanza attiva e digitale, la sostenibilità ambientale e, come aggiunto da una modifica successiva, il diritto alla salute, il benessere della persona, il risparmio e l’educazione finanziaria e assicurativa.

Quante ore

Le scuole inseriscono l’educazione civica nel curricolo d’istituto e specificano per ciascun anno di corso l’orario, che non può essere inferiore a 33 ore annue, da svolgere nell’ambito del monte orario obbligatorio già previsto dagli ordinamenti. Per raggiungere questo orario le scuole possono usare la quota di autonomia utile a modificare il curricolo. La legge non aggiunge ore alle materie: dall’attuazione non devono derivare incrementi o modifiche dell’organico né ore di insegnamento eccedenti l’orario obbligatorio.

Chi la insegna e chi coordina

  • Primo ciclo: l’insegnamento è affidato, in contitolarità, a docenti sulla base del curricolo, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia.
  • Secondo ciclo: è affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’organico dell’autonomia.
  • Coordinatore: per ciascuna classe è individuato, tra i docenti cui è affidato l’insegnamento, un docente con compiti di coordinamento. Per questo compito non sono dovuti compensi o indennità, salvo che la contrattazione d’istituto stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
  • Dirigente scolastico: verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.

Come si valuta

L’educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo n. 62 del 2017 e dal regolamento sulla valutazione (DPR n. 122 del 2009). Il docente coordinatore formula la proposta di voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento.

Quali temi comprende

Con decreto del Ministero sono definite linee guida che individuano, ove non già previsti, traguardi di competenza e obiettivi specifici di apprendimento, assumendo a riferimento queste tematiche:

  • Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  • educazione alla cittadinanza digitale;
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
  • educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  • educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  • educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  • formazione di base in materia di protezione civile;
  • educazione finanziaria e assicurativa e pianificazione previdenziale, anche con le nuove tecnologie digitali di gestione del denaro (contenuti stabiliti d’intesa con Banca d’Italia, Consob, IVASS e COVIP);
  • conoscenze di base in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nell’ambito dell’insegnamento sono promosse anche l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva e solidale e l’educazione finanziaria.

La Costituzione è posta a fondamento dell’insegnamento: la sua conoscenza rientra tra le competenze di cittadinanza che tutti gli studenti, di ogni percorso, devono conseguire. Sono previste iniziative per lo studio degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale.

La cittadinanza digitale prevede almeno alcune abilità essenziali da sviluppare con gradualità secondo l’età: valutare la credibilità delle fonti digitali, interagire con le tecnologie e gestire l’identità digitale proteggendo la propria reputazione e i propri dati, conoscere le politiche sulla riservatezza dei servizi digitali e proteggere sé e gli altri dai rischi dell’ambiente digitale, con particolare attenzione al bullismo e al cyberbullismo.

Famiglie, territorio e formazione dei docenti

  • Scuola e famiglia: per valorizzare l’educazione civica la scuola rafforza la collaborazione con le famiglie, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità, esteso alla scuola primaria.
  • Scuola e territorio: l’insegnamento è integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire da reti, anche pluriennali, con altri soggetti istituzionali, con il volontariato e con il Terzo settore; anche i comuni possono promuovere iniziative con le scuole.
  • Formazione dei docenti: una quota di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, nell’ambito delle risorse per la formazione in servizio, è destinata alla formazione sull’educazione civica; le scuole fanno una ricognizione dei bisogni formativi e possono promuovere accordi di rete.
  • Buone pratiche e concorso: il Ministero costituisce un Albo delle buone pratiche di educazione civica e indice ogni anno un concorso nazionale per valorizzare le migliori esperienze.

Fonti ufficiali

Questo articolo è stato scritto da ScuolaScuola a partire dai seguenti documenti ufficiali:

Le norme cambiano: per decisioni importanti fai sempre riferimento al testo ufficiale e all’ufficio competente.

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