L’articolo 3, comma 2, del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 introduce nella scuola secondaria di primo grado un insegnamento facoltativo di Latino per l’educazione linguistica (LEL). Parte dall’anno scolastico 2027/2028 e riguarda gli alunni dal secondo anno delle medie. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026 ma deve essere convertito in legge dal Parlamento, che può modificarlo.
Cosa prevede la norma
- Orario: un’ora settimanale aggiuntiva, pari a 33 ore annue.
- Facoltatività: gli alunni «possono avvalersi» dell’insegnamento. La relazione illustrativa, riportata nel dossier del Servizio Studi, precisa che le famiglie scelgono liberamente e che le scuole sono tenute ad assicurarne l’offerta agli alunni delle classi interessate.
- Classi e gruppi: la scelta di avvalersi del Latino non incide sulla formazione delle classi, ma solo sulla partecipazione alle attività. Le scuole, nella loro autonomia, possono costituire gruppi di alunni dello stesso anno di corso o di classi diverse.
- Risorse: si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili.
Chi lo insegna
L’insegnamento è affidato a un docente della classe di concorso A-12 (Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I grado e di II grado) che abbia sostenuto almeno un esame annuale o due semestrali in lingua o letteratura latina, oppure che abbia conseguito almeno 12 CFU nel settore scientifico-disciplinare L-FIL-LET/04. Il docente partecipa alla valutazione degli apprendimenti degli alunni che si avvalgono del Latino, nelle forme previste dal decreto legislativo n. 62 del 2017.
Secondo la relazione tecnica, la classe A-12 consente di individuare tra i docenti già in servizio una platea ampia di insegnanti abilitati. Se non fosse possibile usarli, le scuole possono ricorrere all’articolo 88 del contratto del comparto scuola del 29 novembre 2007, che permette di retribuire con il fondo d’istituto le attività aggiuntive di insegnamento oltre l’orario obbligatorio, fino a un massimo di sei ore settimanali.
Che tipo di Latino è
Il dossier ricorda che le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo dell’infanzia e del primo ciclo, adottate con il decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025, avevano già consentito alle scuole di attivare in via di prima applicazione e su base opzionale, dal 2026/2027, il Latino per l’educazione linguistica nelle classi seconde e terze, inserendolo nel piano triennale dell’offerta formativa.
Secondo la relazione tecnica, il LEL si distingue dall’impostazione filologico-letteraria e traduttiva dei licei: è uno strumento metalinguistico e laboratoriale, pensato per rafforzare le competenze nella lingua italiana e favorire l’apprendimento delle lingue straniere moderne, anche con metodologie informatiche. La relazione richiama il contributo del Latino alle capacità logiche e argomentative, alla conoscenza delle strutture grammaticali dell’italiano e alla comprensione dell’origine e dell’evoluzione del lessico.
Perché una norma d’urgenza
La relazione illustrativa spiega che il decreto serve a permettere alle scuole di decidere con adeguato anticipo la programmazione dell’offerta formativa, raccogliere le scelte delle famiglie, organizzare i gruppi di alunni e assegnare l’insegnamento ai docenti dell’organico dell’autonomia, oltre che avviare in tempo utile le attività di orientamento e informazione rivolte alle famiglie.
Il quadro orario di oggi
Il dossier ricorda che l’orario annuale obbligatorio della scuola secondaria di primo grado è di 990 ore, pari a 29 ore settimanali, più 33 ore annuali di approfondimento delle materie letterarie, ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2009. Il Latino previsto dal decreto si aggiunge a questo orario.
Poiché si tratta di un decreto-legge, il testo può cambiare in sede di conversione: la pubblicheremo aggiornata se succede.