L’articolo 4 del decreto-legge n. 170 del 30 settembre 2026 interviene sui contributi per i libri scolastici in due modi: rifinanzia per il 2026 la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo e riscrive dal 2027 le regole del fondo per le famiglie istituito dalla legge di bilancio 2026. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026 e deve essere convertito in legge: le regole possono ancora cambiare.
Il 2026: 21 milioni in più per la fornitura gratuita
Il comma 1 aumenta di 21 milioni di euro per il 2026 l’autorizzazione di spesa per la fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo, prevista dall’articolo 23, comma 5, del decreto-legge n. 95 del 2012. Gli oneri sono coperti per 20 milioni riducendo il fondo istituito dalla legge di bilancio 2026 e per 1 milione con il fondo speciale di parte corrente. Le risorse sono ripartite con i criteri già usati: i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri n. 320 del 5 agosto 1999 e n. 211 del 6 aprile 2006.
Il dossier ricorda come funziona questo canale: l’autorizzazione di spesa è sul capitolo 2043 del Ministero, con una dotazione iniziale per il 2026 di 139 milioni di euro. Possono avere la gratuità, totale o parziale, gli alunni che adempiono l’obbligo scolastico e appartengono a nuclei familiari con reddito annuo pari o inferiore a 15.493,71 euro. Il decreto direttoriale n. 452 del 19 marzo 2026 ha erogato i fondi alle Regioni per l’anno scolastico 2026/2027.
Il fondo per le famiglie della legge di bilancio 2026
La legge n. 199 del 2025 (articolo 1, comma 518) aveva istituito presso il Ministero dell’interno un fondo da 20 milioni di euro annui dal 2026, da ripartire tra i comuni, per contributi diretti ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 30.000 euro per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, delle liste adozionali della scuola secondaria di secondo grado, se non hanno già altri sostegni per la stessa finalità. Per il 2026 è questo fondo a coprire 20 dei 21 milioni del rifinanziamento, perché secondo la relazione illustrativa le risorse non sarebbero state altrimenti utilizzabili nell’esercizio in corso.
Dal 2027 cambia il fondo
Il comma 2 modifica la disciplina a regime dal 2027:
- il fondo passa dal Ministero dell’interno al Ministero dell’istruzione e del merito, con dotazione invariata di 20 milioni di euro annui;
- non si ripartisce più tra i comuni;
- il limite ISEE sale da 30.000 a 40.000 euro;
- i libri acquistabili non sono più quelli della secondaria di secondo grado in generale, ma quelli delle classi prime della secondaria di primo grado e delle classi prime e terze della secondaria di secondo grado;
- le regole attuative sono affidate a un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia, invece che del Ministro dell’interno.
Perché queste classi
La relazione illustrativa spiega che si alza la soglia ISEE ma si concentra il contributo sulle classi in cui i libri costano di più. La relazione tecnica, sulla base di dati dell’Associazione italiana editori, indica una spesa media per studente di 298,19 euro per la prima classe della secondaria di primo grado, 317,19 euro per la prima della secondaria di secondo grado e 293,75 euro per la terza della secondaria di secondo grado. La platea di potenziali beneficiari è stimata in 1.269.000 studenti, il 35 per cento in meno dei 1.970.000 della norma precedente.
Come arriverà il contributo
La relazione illustrativa anticipa che si replicherà il modello già usato per i contributi alle famiglie degli studenti delle scuole paritarie, previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione e del merito n. 140 del 14 luglio 2026 (contributo fino a 1.500 euro per famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro). In pratica: erogazione per scaglioni inversamente proporzionali all’ISEE, domanda tramite la Piattaforma Unica e pagamento a cura dell’ufficio scolastico regionale con bonifico sul conto indicato nella domanda. Le modalità precise dipenderanno dal decreto attuativo, che non c’è ancora.