Vai al contenuto

Normativa

Metodo Montessori alle medie e corsi Agazzi e Pizzigoni: cosa prevede l'articolo 2 della legge 150/2024

Dal 2025/2026 le scuole possono chiedere classi di scuola media a metodo Montessori, a precise condizioni: ciclo completo di primaria, tempo prolungato, mensa e 9 ore in più per classe.

A cura della Redazione di ScuolaScuola Pubblicato il Verificato sui documenti ufficiali il 18 ottobre 2026

Materiali didattici del metodo Montessori esposti in una vetrina di museo
Immagine illustrativa: materiali didattici Montessori esposti in una vetrina. Foto: Nixdorf · origine · CC BY-SA 4.0

L’articolo 2 della legge 1° ottobre 2024, n. 150 riconosce la metodologia montessoriana e disciplina le sezioni a metodo didattico differenziato. Ecco cosa prevede il testo vigente.

Sezioni e classi a metodo Montessori

La legge sostituisce il comma 1 dell’articolo 142 del testo unico sull’istruzione (decreto legislativo 297/1994): le sezioni di infanzia e le classi di primaria già gestite dall’Opera nazionale Montessori in Roma, poi statizzate, continuano a funzionare con il metodo di differenziazione didattica Montessori. L’istituzione e il funzionamento delle sezioni nel primo ciclo, l’ordinamento dei corsi di differenziazione didattica e i requisiti di accesso sono disciplinati da un decreto del Ministro, sentita l’Opera nazionale Montessori. I soggetti che erogano i corsi sono autorizzati con apposito decreto del Ministro e la vigilanza sui corsi e sulle prove d’esame spetta agli uffici scolastici territoriali e alle province di Trento e Bolzano.

Classi di scuola media a metodo Montessori

Dall’anno scolastico 2025/2026 le scuole del primo ciclo possono chiedere l’istituzione di classi di scuola secondaria di primo grado a metodo Montessori, secondo i principi della sperimentazione nazionale triennale autorizzata con il decreto del Ministro n. 237 del 30 luglio 2021. L’istituzione è autorizzata con decreto del dirigente dell’ufficio scolastico territorialmente competente, nei limiti delle risorse e dell’organico assegnati. Il Ministero mette a disposizione un documento tecnico del Comitato tecnico-scientifico nazionale, la cui attività è prorogata fino al 31 agosto 2026.

L’attivazione è possibile, nei limiti dell’organico assegnato, quando ricorrono tutte queste condizioni:

  • presenza contemporanea di un ciclo completo di scuola primaria a metodo Montessori;
  • tempo prolungato (come definito dall’articolo 5, comma 1, del DPR 89/2009);
  • servizio di refezione scolastica;
  • laboratori, ambienti e materiali didattici adatti ai principi montessoriani;
  • quote di organico aggiuntive pari a nove ore settimanali in più per ciascuna classe attivata, assegnate dall’ufficio scolastico territoriale.

Il dirigente scolastico quantifica le esigenze delle sezioni a metodo Montessori in sede di organico di diritto. Le quote aggiuntive di organico, dal 2025, si reperiscono nei limiti dei contingenti regionali, nell’ambito dell’organico dell’autonomia.

Docenti con specializzazione

Alle classi Montessori delle medie sono assegnati, per ogni classe di abilitazione, docenti con uno specifico titolo di specializzazione in differenziazione didattica nel metodo Montessori. Sono collocati a domanda in appositi elenchi da cui attingere per i contratti a tempo indeterminato e determinato, in analogia con infanzia e primaria. Ai docenti di scuola secondaria di primo grado che hanno già concluso i percorsi di formazione del decreto n. 237 del 2021, dopo aver superato lo specifico esame, è riconosciuto il titolo di specializzazione.

Le sezioni che hanno avviato la sperimentazione la completano e sono poi disciplinate a regime, salvo contraria deliberazione della scuola o motivato parere negativo dell’ufficio scolastico; la sperimentazione si intende autorizzata anche per il 2024/2025.

Metodo Agazzi e metodo Pizzigoni

Il Ministero può autorizzare corsi annuali di differenziazione didattica a metodo Agazzi per le scuole dell’infanzia e a metodo Pizzigoni per le scuole primarie, presso università ed enti di formazione. I corsi sono indetti con decreto ministeriale, che ne stabilisce durata, programmi e prove finali; i costi sono a carico dei partecipanti. Il titolo consente l’iscrizione, a domanda, in elenchi per i contratti nelle sezioni di infanzia a metodo Agazzi e nelle classi di primaria a metodo Pizzigoni autorizzate dagli uffici scolastici.

Dall’attuazione non devono derivare nuovi oneri per la finanza pubblica né esuberi di personale docente in una o più classi di concorso. La legge abroga inoltre gli articoli 46, 47, 48 e 49 del testo unico del 1928 sull’istruzione elementare.

Fonti ufficiali

Questo articolo è stato scritto da ScuolaScuola a partire dai seguenti documenti ufficiali:

Le norme cambiano: per decisioni importanti fai sempre riferimento al testo ufficiale e all’ufficio competente.

Leggi anche

← Tutte le notizie · Altre notizie: Normativa